DUE PENNESI DOC ED UNO ADOTTIVO A MIAMI:
DUE PENNESI DOC ED UNO ADOTTIVO A MIAMI:
Chi si cela dietro questo macchinone (mercedes sportiva accessoriata di tutto)???
Vado in ordine di eta’ e di “pennesita’”:
Giampaolo VECCHI, Franco SCIPIONI (padrone della macchina) ed Ezio VECCHI.
Non stanno girando Natale a Miami 2, ma stanno iniziando a mangiare presso un ristorante alla moda di Miami!!!
Fino ad ora il nostro blog si era limitato ad ospitare praticamente la generazione mia (anni 60 e 70 al max) definita a suo tempo “figli dei fiori”. Con le foto di oggi, e con quelle dell’articolo precedente, entriamo in un’altra categoria: “quelli del boom” (anni 30,40 e 50).
Infatti nell’articolo precedente c’era stata la new entry di Giampaolo VECCHI in Alabama, oggi c’e’ il grande Franco SCIPIONI che da anni si e’ trasferito all’estero (Brasile e poi Florida).
Parlando con lui ieri sera ho avuto la netta sensazione che lui e’ il tipico esempio di pennese che si e’ trasferito all’estero, ma non ha mai dimenticato la sua patria natia, e comunque si e’ completamente integrato in USA ed ha acquisto la mentalita’ americana.
Mi spiego meglio: lui non continua a pensare in piccolo come nei paesini e non subisce la mentalita’ americana, ma la ha assorbita e ragiona come un americano, ma con la astuzia e la furbizia di un italiano.
Come si dice in USA e’ un “open mind”!!!’
Insomma si e completamente integrato, ma non si e’ dimenticato di Penna, anzi.
Approfitto di questa new entry per fare un appello ai pennesi in USA: Valentino ed altri che non conosco fatevi sentire presto e mandate foto e storie da inserire nel blog.
Passiamo alla bella serata passata a Miami.
Prima di mangiare abbiamo gustato presso il bar, come dei perfetti americani, un aperitivo in attesa del nostro turno per mangiare.
Qui abbiamo avuto modo di notare le notevoli bellezze multietniche che Miami offre. C’e’ da notare che qui la bellezza delle ragazze e’ decisamente superiore a quella delle contadinotte nere dell’Alabama!!
Infatti qui esiste un misto di razze che fa paura, portoricane, Haitiane, Cubane, Americane, Messicane…….
Questo fa si che, oltre allo sviluppo di geni misti che fanno crescere belle e sane ragazze, la lingua principale sia lo spagnolo o qualcosa di simile. Infatti la lingua principale parlata mi e’ sembrata nettamente lo spagnolo!!! L’inglese mi e’ sembrata la seconda lingua e l’accento dei locali e’un inglese ma con cadenza spagnoleggiante.
Dopo le bellezze locali iniziamo ad ammirare i piatti coreografici, ma anche ottimi, del ristorante.
Babbo con bisteccona e vari “sides” di contorno
Franco con piattone di carne alla brace e vino
Ezio con meraviglioso halibut and shrimps grilled plus baked potatoes with butter and sourcream + draft iced beer!!
La serata e’ trascorsa piacevolmente tra una chiacchiera e l’altra. Ecco i due penesi doc che parlano naturalmente di Penna e dei pennesi!!
Ecco i due pennesi che si dirigono verso l’omino che mette a posto la macchina quando arrivi e te la va a riprendere quando ritorni (Valet Parking)
Rientrando in albergo siamo passati dentro la citta’ ed abbiamo notato la grandiosita’ della citta’. Estesa in modo inverosimile, autostrade in ogni dove, con un downtown (zona di Uffici) con grattacieli enormi e dalle forme piu’strane.
Si e’ notato anche, a differenza di Huntsville, la presenza di alcuni barboni per strada (non come a Roma, ma ce ne sono) che fanno sembrare la citta’ meno sicura.
Per quello poco che abbiamo visto sembra che esistano alcune vie con negozi e marciapiedi. Cio’ rende la citta’ piu’ latina, con un passeggio simile alle nostre citta’.
Ecco una via con negozi e marciapiedi, sogno per noi di Huntsville!!
Non abbiamo visto Miami Beach, ma la prossima volta colmeremo questo gap!!!
Al termine della cena Franco ci ha riaccompagnato in albergo.
L’albergo, essendo nella downtown era un megagrattacielo. Noi eravamo al decimo piano ed avevamo di fronte alla nostra stanza un giardino pensile, con sopra altri 30 piani minimo!!!
Qui sotto babbo con pigiama fasciante le sue grazie ,che si corica nel meraviglioso letto di lattice. Caratteristica di tale letto che appena ti stendi affondi di due centimetri, poi tutto si irrigidisce e fai un sonno che e’ meraviglioso!!
Perche’ vi mostro questa foto?
Non per il televisore ma per il frigorifero che sta sotto, celato dal pannello di legno. Tutti gli alberghi decenti hanno n fruigorifero, ma infernale come questo non lo avevo visto mai!!
Appena lo apri noti che c’e un muro di birre, aranciate coca, sprite ………. Dico un muro non per dire ma era proprio un muro e non ci potevi metter dentro neanche uno spillo. Quindi non potevi comprare, come di solito si fa, qualche cosa fuori e farla raffreddare nel frigo dell’albergo.
Voi direte bastava togliere quel muro di bibite e metterci le vostre!!! Geniale ma gli astuti albergatori ne hanno pensata una micidiale.
Se provi a togliere qualche bibita si nota che le stesse sono tenute in sede da dei rampini sinistri di plastica bianca. Ne ho provata a togliere una (ma perche’ avevo sete!) ed ho visto apparire sul display del frigo la seguente frase: “ti e’ stata caricata sul conto della tua camera la somma di 3 $” Fino a qui nulla di strano, anche se ci volevano gli occhiali per quanto piccola era la scritta!!!
Ma la cosa piu’ diabolica era il seguito del messaggio: “non provare a rimettere a posto la bottiglia presa altrimenti ti verra’ addebitato il doppio della cifra”!!!!
Assolutamente diabolici!!! Infatti se uno incautamente prova a vedere se trova la sua bibita preferita dietro le altre, ne scarica minimo 6 o 7 e ne ricarica altrettante, pagando una cifra!!Ho il dubbio che il gestore sia un italiano!!!
Da non credere!!!
Qui stiamo lasciando il nostro mega albergo in un taxi.
I taxisti qui a Miami sono tutti un po’ squinternati e guidano come se fossero a Montecarlo!! Da evitare anche se le tariffe sono abbordabili da comuni mortali.
Finisce qui il weekend a Miami, babbo ritorna a Roma con un volo diretto da Miami ed io ritorno ad Huntsville con un volo via Atlanta.
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